Si tratta di cinque costruzioni, due delle quali di grandi dimensioni, realizzate con legante e coperte con volte a botte. Gli edifici sono incassati nel declivio della collina tanto che il piano inferiore e parte di quello superiore risultano sotto il livello del terreno: in tal modo si otteneva un buon isolamento, necessario a quote così elevate. Nei due edifici più grandi il piano inferiore, a giudicare dai bassi ingressi era riservato agli animali mentre quello superiore, il cui pavimento era realizzato in legno, serviva da deposito per le derrate alimentari e da abitazione per gli addetti ai campi ed agli animali. Questi erano inoltre provvisti di un altro soppalco che partiva all'incirca dalle imposte di volta e che probabilmente aveva funzione di fienile. Una di queste costruzioni, di medie dimensioni e situata in una strettoia all'ingresso del pianoro, probabilmente assolveva alla funzione di luogo di culto, vista la maggiore cura nella realizzazione di alcuni elementi costruttivi. Le restanti due costruzioni, periferiche rispetto alle altre tre, erano munite semplicemente di un soppalco posto a circa 2 metri di altezza. Dato il forte interramento delle costruzioni quasi tutte hanno il tetto ricoperto con zolle erbose che spesso sono una naturale continuazione del prato circostante.
IFra i ricoveri agro-pastorali della zona quelli realizzati con legante appartenevano tutti ai monasteri: ciò è perfettamente in sintonia con i metodi costruttivi dei monaci che cercavano sempre di dare durata e dignità ai luoghi che occupavano.
Tipo 2 Nelle immediate vicinanze di queste costruzioni troviamo altri ricoveri, probabilmente realizzati in un secondo tempo quando la presenza monacale nella zona era divenuta solo un ricordo testimoniata dai numerosi toponimi presenti. Le aree coltivabili, non appartenevano più ad una sola grande azienda ma erano divise in piccole proprietà secondo l'antica consuetudine dei "campi aperti": ancora oggi questa forma di suddivisione delle risorse disponibili sopravvive nella zona. La parcellizzazione dei terreni ha determinato la nascita di altri numerosi ricoveri realizzati questa volta da coloni estremamente indigenti per i quali il modo più economico e veloce per costruire era quello "per scavo". Il terreno delle pendici circostanti i pianori si prestava perfettamente a tale opera.
I ricoveri si sviluppano in lunghezza penetrando nella montagna per dieci, quindici metri; le larghezze, dopo un corridoio di accesso piuttosto stretto, oscillano dai due ai tre metri, ma spesso troviamo diramazioni laterali che conducono in altri ambienti. L'ingresso ed il corridoio venivano fatti in pietra a secco per evitare un veloce degrado della zona d'accesso e per realizzare una migliore chiusura. Sulla struttura in pietra a secco del corridoio veniva ricreato il cotico erboso lasciando una piccola apertura nella volta: ciò permetteva il passaggio dell'aria una volta chiuso l'ingresso. In altri casi l'apertura veniva realizzata sull'architrave dell'ingresso in modo che assolvesse anche alla funzione di scarico. Il degrado di alcuni di questi ricoveri è dovuto soprattutto al crollo della volta determinato da un eccessivo scavo in altezza.
Questi ricoveri venivano usati dai pastori-agricoltori che avevano i campi nel pianoro e possedevano un piccolo gregge di poche decine di capi ed erano pertanto, utili come punto di appoggio e di pernottamento nei periodi di maggior lavoro nei campi e come ricovero per gli animali. Gli ovini lasciati per la notte nelle grotte venivano portati al pascolo sulle pendici incolte e brulle intorno al piano.
© Edoardo Micati - CERAV Il riferimento al presente articolo saranno citati come segue :
Edoardo Micati, Siti agro-pastorali in località le Condole in commune S. Stefano
di Sessanio (provincia di l'Aquila, Abruzzo) L’auteur :
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